Meimuna

Meimuna Verificato

Pranzo, cena, happy hour. Non ti annoierai mai con noi.

Valutazione

Descrizione

Al tempo degli emirati, uno stratega potente regnava a Ksr Jan, il Castello delle fonti.

Aveva una sorella, coraggiosa e ribelle. Il suo nome è quello di chi porta fortuna, era vedova e allo stesso tempo sposa, l’orgogliosa Meimuna.

In quest’angolo di città, dove a guardare ci si inoltra tra la macchia mediterranea che scende a picco sulla roccia, lungo fitti boschi di querce, biancospino e salsapariglia; dove tra i rovi si vede oltre l’orizzonte, il blu del cielo si è fatto denso e una finestra di questo luogo e di questo tempo ti conduce nel ricordo di questo stesso luogo ma di un altro tempo, il tempo degli Arabi di Sicilia e di lei, Meimuna.

Sorella dell’emiro che regnava ad Enna, meimuna era diventata sposa dell’emiro di Catania, Thimna, quando le aveva ucciso il marito prendendone il posto. Non era sposa d’amore; Meimuna era il bottino di un potere.

I due vivevano del disaccordo e nell’odio finchè una sera, durante una lite furiosa, il vino accese l’ira di Thimna, che ordinò di tagliare le vene alla moglie. A fermare il sangue che correva giù dai polsi fu il figliastro. Così fu salva, accettando le scuse del brutale ubriaco.

Dopo il tempo della guarigione le venne accordato di andare a trovare la famiglia ad Enna. Il fratello, sapendo dell’accaduto, ordinò a Meimuna di non tornare più a casa. Thimna preparò le armi e marciò contro Enna ma, insieme ai suoi soldati, venne sconfitto e inseguito fino alle porte di Catania. Non volle perder tempo nella vendetta: si alleò con i Normanni che presero Enna e tutta quanta la Sicilia e il tempo di lei.